Il 4% del cervello
Un’altra tremenda falsità che popola la rete e, spesso, anche i libri di scuola è quella inerente all’utilizzo del solo 4% del cervello. In realtà, non solo utilizziamo tutto il cervello ma lo facciamo anche mentre dormiamo! Per capirlo è sufficiente effettuare un esame come la PET (Tomografia a emissione di positroni), che produce come risultato un’immagine simile:
I vari colori mostrano che c’è attività cerebrale in ogni area del cervello. Un’altra dimostrazione sull’integrale utilizzo della “materia grigia” può essere data ragionando in questo modo: avete visto gli effetti sull’organismo di una piccola lesione cerebrale? Basta infatti un minimo danno al cervello per produrre spesso effetti devastanti a livello motorio, deduttivo e sensoriale.
Semmai non abbiamo ancora compreso le funzioni di determinate aree del cervello, esattamente come non abbiamo ancora compreso tantissime cose del nostro organismo (DNA in primis).
See you the next time!
Scie chimiche
Delle stupidate che floodano regolarmente la rete, questa delle scie chimiche è una delle più dure a morire; trova infatti spessissimo nuova linfa grazie a sostenitori palesemente disinformati quando non in malafede.
Costoro, infatti, professano che le scie di condensazione, formate dagli aerei, sarebbero in realtà un modo per avvelenarci dall’alto.
L’immagine sopra riportata non è messa a caso. Uno dei capisaldi dei sostenitori della teoria è che queste irrorazioni siano relativamente recenti, ma l’immagine mostra una formazione di Boeing B-17 Flying Fortress del 1943. Infatti una scia di condensazione si forma quando ghiaccia l’acqua presente nei gas di scarico dei motori oppure nell’atmosfera. A dire il vero, è il comportamento di qualsiasi gas! Ma cerchiamo di capire perché, quella delle scie chimiche, è solo una bufala.
Prima di tutto, non si capisce perché i “devastanti” effetti sulla salute non si siano ancora visti nonostante l’avvelenamento avvenga da anni.
Dovrebbero poi spiegare le dimensioni, in termini di persone, di questo complotto che coinvolgerebbe: tutti i piloti, tutti i meteorologi, tantissimi scienziati e, ovviamente, tutti i governi del pianeta! Si tratta di centinaia di migliaia di persone che smentiscono regolarmente il complotto.
L’aereo, oltretutto, non avrebbe abbastanza spazio per trasportare così tanto liquido: si tratta di “irrorare” per centinaia di chilometri!
Pensate poi a quanto segue: avvelenare una popolazione dall’alto sarebbe inutile! La scia si disperde in maniera non prevedibile a seconda delle correnti d’aria: di tutti i modi possibili per avvelenare la popolazione, utilizzare aerei chimici sarebbe quello più stupido in quanto molto visibile e di scarsa efficacia! Sarebbe molto più fattibile un avvelenamento delle acque potabili, sarebbe meno visibile e richiederebbe un numero infinitamente più basso di persone.
I sostenitori di tale complotto, oltretutto, non hanno un solo pilota, un solo scienziato o un solo esperto schierato dalla loro parte!
Spesso, nei blog o nei forum dei sostenitori, si sente dire che l’aereo è troppo basso per poter formare una scia di condensazione persistente ma sapreste indicarmi marca e modello dell’aereo? No? Perfetto, ci sono aerei con un’apertura alare di 20 metri e aerei con un’apertura alare di 55! Caprie marca e modello è fondamentale per determinarne l’altitudine! Ovviamente, da terra, è impossibile farlo soltanto osservando!
Una prova che, invece, viene richiesta ai sostenitori di questo complotto è una fotografia di un “aereo chimico” a terra. Cavoli, un aereo non è un cellulare, da qualche parte dovrà pur essere!
Non vado oltre: se volete ulteriori dettagli potete consultare questo blog di Paolo Attivissimo. Io mi fermo qui perché, come dico spesso, chi vuol capire ha tutti gli spunti necessari mentre chi crede ciecamente è irrecuperabile ed è inutile passi il suo tempo in questa sede.
See you the next time.
Buona Pasqua!
Oggi nessun intervento scientifico, niente bufale e nessuna curiosità: soltanto un caloroso augurio di Buona Pasqua a tutti!
Vorrei altresì ringraziarvi perché state continuando alla crescita costante di questo mio progetto.
See you the next time!
Incubi di mezza estate
Vista l’ennesima discussione sull’accozzaglia che inonda i mass media (non solo televisivi, purtroppo), pubblico un grandissimo articolo dell’altrettanto grandissimo Telmo Pievani che rispecchia perfettamente il mio punto di vista. Un plauso!
Ho avuto un incubo di mezza estate. La televisione pubblica mandava in onda, in prima serata, un’imbarazzante trasmissione dedicata a misteri inesistenti, a cospirazioni, profezie e fanfaluche di ogni sorta. Il conduttore si sbracciava proferendo parole sconnesse circa fantomatiche «nuove ipotesi» e drammatiche «lacune» della scienza «ufficiale», negate dalla congiura omertosa di scientisti dogmatici. Poi, come ogni incubo, la pellicola si inceppava ripetendo ossessivamente la stessa litania.
Sì, perché nella trasmissione i temi erano gli stessi da decenni, come in una coazione a ripetere della farneticazione, l’eterno ritorno della bufala. Il decalogo ai confini dell’indecenza non ammetteva eccezioni: 1) i cerchi nel grano; 2) Atlantide; 3) i templari e le loro parentele complottistiche universali; 4) le scie chimiche, e altre nefandezze nascoste in base a cui dovremmo essere tutti già morti da tempo; 5) gli inesauribili segreti delle piramidi; 6) le profezie maya, quelle di Nostradamus e l’intero catalogo connesso di sciagure imminenti; 7) le morti sospette di personaggi famosi; 8 ) il mostro di Loch Ness e altre oscure creature conservate in frigorifero; 9) gli UFO, il falso sbarco sulla Luna, le astronavi preistoriche e quel disco volante caduto a Roswell; 10) la fine del mondo, prevista ma sempre rinviata alla puntata successiva.
La ripetitività sterile e cupa di questi argomenti è sorprendente perché sembrano piacere comunque, anche quando sfiorano l’infamia evocando razze elette di «bambini indaco» venuti a salvare la Terra in virtù della loro «aura» superiore. Vi si ricamano sopra dibattiti surreali sul nulla, a cui purtroppo accettano di partecipare anche studiosi accreditati. Dopo che dal contraddittorio non è emerso ovviamente alcun elemento concreto nuovo, il conduttore ammiccante conclude che «la scienza» è ancora divisa e che tutte le ipotesi restano sul tappeto, comprese le più assurde.
I servizi sono uno strazio: una snervante attesa della rivelazione che non verrà, nemmeno dopo la pubblicità. Persino quando le telecamere seguono scienziati veri in luoghi dove ricerca si fa sul serio – che sia un sito paleontologico africano o il CERN di Ginevra – si finisce per parlare di misteriosi anelli mancanti dell’evoluzione o di deliranti ipotesi di qualche mattacchione su buchi neri fatti in casa, idee presentate sullo stesso piano del lavoro di migliaia di fisici. Ed è un peccato, perché la scienza è piena davvero di (sensate) domande senza risposta, ma si tratta di enigmi avvincenti e sempre nuovi, da affrontare con rispetto per la logica e per i fatti.
L’incubo è andato allora peggiorando perché la televisione pubblica, non certo prodiga di scienza, spendeva i soldi dei contribuenti per una simile trasmissione e per le sue trasferte. Nel beffardo mondo alla rovescia del sogno, il programma veniva addirittura premiato per la «qualità della comunicazione» e per la «televisione educativa», tanto da essere clonato in una versione per ragazzi nel fine settimana. E sai che educazione, in effetti, alla credulità.
Alla fine, l’incubo è diventato convulso: il conduttore di quella fiera dell’occulto veniva promosso vicedirettore di un’intera rete di Stato. Nello stesso momento, alla maturità, mezzo milione di studenti trovavano fra le tracce della prima prova una – quella di «ambito tecnico-scientifico» intitolata Siamo soli? – che conteneva fra gli spunti di riflessione queste due perle: «La verità è che noi non possiamo spiegare tutto con la razionalità e le conoscenze. […] A quanto sembra, logica e metodo scientifico non sembrano efficaci nello studio degli UFO, per i quali qualsiasi spiegazione è insoddisfacente e/o troppo azzardata»; «Una delle cose più deprimenti degli ultimi tre secoli di scienza è il modo in cui si è cercato di emarginare, rendere insignificanti, gli esseri umani, e quindi alienarli dall’universo in cui vivono». Era troppo, mi sono svegliato di soprassalto. In un paese avanzato tutto questo non può succedere. O no?
See you the next time!
Il lato oscuro della Luna
Ecco un esempio di quando un concetto errato fa il giro del mondo e diventa fatto assodato nella cultura popolare. Sono infatti tantissimi a credere che una faccia della Luna non sia mai illuminata dal Sole. Andiamo con ordine.
La Luna è un grande satellite naturale, l’unico della Terra, che ci orbita attorno a circa 400.000 Km. Quando un corpo celeste ruota attorno a un altro ed è molto vicino (come il caso Terra-Luna), perde la capacità di ruotare su se stesso: è bloccato dalla forza di marea. Succede anche a pianeti che orbitano vicino alla propria stella madre.
La Luna, quindi, compie un giro su se stessa nello stesso tempo in cui compie un giro attorno alla Terra mostrandoci sempre la stessa faccia, ma quando siamo in fase di Luna nuova la faccia che noi non vediamo è interamente illuminata dal sole. In realtà, comunque, siamo in grado di vedere un po’ di più del 50% della superficie della Luna grazie al fenomeno della librazione.
Ricapitolando, è corretto parlare di faccia nascosta della Luna e non di faccia oscura; che tutto sia nato dal famoso album dei Pink Floyd? Non lo so, quello che so è che questa “storia lunare” è molto ben radicata nella cultura popolare.
See you the next time!
Il suicidio dei lemming
Immaginatevi la scena: una mattina, centinaia di lemming si svegliano e decidono di suicidarsi gettandosi in mare! La cosa è stranissima e dovrebbe far scattare più di un allarme ma moltissimi danno per assodato che i lemming si suicidino in massa. Vediamo perché e quali sono le origini di questa bufala.
Tutto ebbe inizio da un documentario, girato da James Algar e prodotto da Walt Disney, intitolato “White Wilderness” (Artico Selvaggio), che documentava il suicidio collettivo dei lemming. Il documentario, all’epoca (1958), venne considerato un’opera di grande valore naturalistico e vinse numerosi premi. In realtà, il suicidio dei lemming non fu l’unica farsa cucita addosso al documentario: ad esempio, come spiegato dall’ottimo Snoopes, il documentario venne girato in Alberta, regione del Canada in cui i lemming non sono nemmeno presenti. Insomma, si tratta di un falso splendidamente creato!
In realtà, i lemming hanno un’enorme capacità riproduttiva e capita che molti di loro emigrino in cerca di cibo. Non è raro vederli ammassati su una spiaggia oppure su di un precipizio e annegano in mare o cadono perché vengono spinti “da quelli dietro”, quindi nessun suicidio di massa intenzionale. Va da se, che la maggior parte delle migrazioni vanno a buon fine e i lemming trovano un luogo adatto e con risorse sufficienti.
See you the next time!
Uranio arricchito
Alle persone fa paura soltanto sentirne parlare, ma pochissimi sanno cosa significhino realmente uranio arricchito e uranio impoverito. Andiamo con ordine spiegandone anche il loro utilizzo.
In natura l’uranio è presente in tre isotopi: uranio 234, uranio 235 e uranio 238. Ovviamente non è presente in percentuali uguali: il 99,275% è uranio 238 mentre lo 0,72% è uranio 235; è trascurabile la quantità di uranio 234. Questo significa che se lo estraiamo da un minerale, senza ulteriori processi, avremo un campione composto dai vari isotopi con le percentuali sopra riportate.
Per poterlo sfruttare in una centrale nucleare o in un’arma atomica è indispensabile arricchirlo con un apposito procedimento che vediamo immediatamente (in maniera semplificata): si centrifuga l’uranio naturale per aumentare nel campione iniziale la percentuale di uranio 235 (che per l’utilizzo nei reattori nucleari è del 3-4% circa). Come scarto si produce uranio impoverito che trova, purtroppo, pochissime applicazioni.
Il processo di centrifugazione funziona perché l’uranio 235 è, anche se di pochissimo, più leggero dell’uranio 238.
Ricapitolando, è uranio arricchito un campione che contiene l’isotopo 235 in una percentuale superiore allo 0,72% e, per questo motivo, più fissile (vedremo in un altro intervento come funziona la fissione nucleare). Si tratta, invece, di uranio impoverito se la percentuale di uranio 235 è inferiore a quella presente in natura.
Aggiornamento del 26/03/2012. Voglio integrare questo intervento con due puntualizzazioni. La prima riguarda il quantitativo di uranio arricchito che è possibile produrre. Per ottenere un campione di 100 Kg di uranio arricchito al 4%, sono necessari circa 700 Kg di uranio naturale purificato. Questo rende l’idea dell’enorme quantitativo di uranio impoverito che viene prodotto che, spesso e volentieri, resta stoccato in “cilindri” come questo contenenti esafluoruro di uranio.
La seconda puntualizzazione, invece, riguarda il livello di arricchimento necessario per le varie applicazioni. Come abbiamo detto, in una centrale nucleare l’uranio deve essere arricchito al 3-4%, percentuale insufficiente per la produzione di una bomba. Per gli ordigni atomici serve uranio altamente arricchito il quale è composto al 90% dall’isotopo 235. Non è quindi possibile smantellare il nocciolo di una centrale atomica e produrne armi nucleari.
See you the next time!
Il mega virus!
A quanti di noi è capitato di ricevere una mail con un simile messaggio:
“Per le prossime settimane state attenti e per nessun motivo aprite la e-mail che dice “argentina militari torturatori” . Indipendentemente da chi te lo invia, fai circolare questa e-mail a tutti i tuoi contatti perché è un virus che apre un passaggio nel tuo PC e formatta tutto il disco C , questo virus ti arriverà con il nome di qualcuno conosciuto nella tua lista dei contatti. Per favore, invia questa e-mail a tutti i tuoi contatti perché è meglio ricevere 25 volte questo messaggio che perdere tutto. Grazie”
E’ la classica bufala con annesso allarme virus. Ne troviamo centinaia di esempi in Internet e presentano una serie di elementi comuni:
- Non c’è nessun link a siti di società serie e affidabili (McAfee, Avast, Microsoft, ecc…) in cui è spiegato in dettaglio il funzionamento del virus, il modo per ripulire un PC eventualmente infetto ed eventuali definizioni virus aggiornate;
- Non è mai inserita una data: questo rende il messaggio sempre valido;
- In questi messaggi, sono sempre presenti frasi d’effetto che ci colpiscono e ci fanno agire immediatamente inoltrando al mondo l’appello;
Considerate anche che le società produttrici di antivirus spesso aggiornano le definizioni entro qualche ora; per stare tranquilli è sufficiente mantenere aggiornato l’antivirus. Diffondere simili sciocchezze crea per nulla allerta verso una mail che probabilmente non arriverà mai e ci fa abbassare la guardia verso mail che potrebbero essere pericolose. Ricordate di non fidarvi mai di una mail, indipendentemente dal mittente!
See you the next time!
L’equazione di Drake reprise
Come promesso nel precedente intervento arriva la mia interpretazione dell’equazione di Drake, basando le mie supposizioni sui dati che la scienza ci offre. Analizziamo il tutto punto per punto, partendo dall’equazione stessa.
Procedendo con ordine, il primo valore che incontriamo è R*, cioè il tasso medio di formazione delle stelle. Come riportato anche in Wikipedia, questo valore è ragionevolmente certo ed è di 7 stelle all’anno.
Il secondo vaolre, ƒp, è l’ultimo che possiamo assegnare con dati certi: nella suddetta pagina è riportato che le stelle che posseggono pianeti sono circa il 40%. Il valore da inserire nell’equazione è quindi 0.4.
Il terzo valore, ne, indica quanti pianeti, per sistema, sono in grado di ospitare la vita. Qui iniziano le “note dolenti” perché ci sono parecchie puntualizzazioni da fare. Ovviamente, in questo caso, la scienza può offrirci risposte parziali. Perché sia in grado di ospitare la vita un pianeta deve trovarsi nella zona abitabile di una stella, ma non tutte le stelle sono adatte ad ospitare la vita; le stelle rosse sono troppo fredde e perché la temperatura sul pianeta sia ottimale al mantenimento dell’acqua liquida, esso dovrebbe essere vicino alla stella madre, ma in questo caso non avrebbe moto di rotazione in quanto bloccato dalle forze di marea (come avviene per il sistema Terra-Luna). Il risultato sarebbe una faccia rovente e una gelida.
Nemmeno le stelle azzurre e bianche sono adatte: la loro vita è troppo breve e sono instabili. Infatti, “bruciando” in fretta il loro “combustibile” si esauriscono in pochi milioni di anni, tempo decisamente insufficiente alla nascita della vita. Questo comporta anche una forte instabilità della stella e forti venti solari che spazzerebbero via l’atmosfera del pianeta. Insomma, serve proprio una stella gialla simile al Sole.
Ma c’è dell’altro. Il pianeta non deve essere troppo grande perché l’atmosfera tratterrebbe tutti i gas primordiali tossici per la vita; se fosse invece troppo piccolo (come Marte) la gravità sarebbe insufficiente a trattenere l’atmosfera.
Come se non bastasse è necessario un nucleo di metallo fuso in rotazione, che crei un campo magnetico sufficiente a proteggere la vita dai pericolosissimi raggi cosmici. E’ necessario anche un periodo di rotazione sufficientemente veloce per avere una temperatura costante tra il giorno e la notte, ma più un pianeta è grande e più sarà lenta la sua rotazione. La Terra, infatti, ruota molto più velocemente di quanto dovrebbe (ha lo stesso periodo di rotazione di Marte) ed ha un nucleo di metallo fuso in movimento per un motivo molto semplice: è stata colpita da un pianeta (Theia) quando era ancora liquida.
L’acqua dovrebbe essere giunta sulla Terra tramite comete e questo fattore riduce ulteriormente il nostro valore in esame.
Volendo infatti essere molto ottimista, ma considerando tutti i fattori di cui sopra, non me la sento di mettere un valore superiore a 0.1!
Altro importantissimo valore è ƒl che indica su quanti di questi pianeti la vita si è effettivamente sviluppata. Anche in questo caso, potrei dilungarmi in spiegazioni lunghissime snocciolando dati, studi e statistiche ma voglio ipotizzare che se ci sono le condizioni adatte, la vita prima o poi si sviluppi sempre. Il valore sarà quindi 1.
Farò invece un discorso più complesso per quanto riguarda ƒi che indica su quanti pianeti la vita è diventata intelligente. L’uomo è diventato intelligente ed ha sviluppato la propensione alla costruzione di manufatti per sopravvivenza. La natura non lascia spazio ad evoluzioni inutili e quando l’uomo si è trasferito dalla “blanda” foresta alla pericolosa Savana, è stato necessario evolversi fisicamente e cerebralmente per non essere soppressi da predatori molto più letali di noi. In questo caso, quindi, voglio inserire un valore molto basso in quanto su migliaia di animali siamo gli unici intelligenti; ho scelto come valore un millesimo (0.001).
Breve discorso per ƒc che indica la frazione di civiltà evolute effettivamente in grado di comunicare. Supponiamo che tutte trovino il sistema di comunicare nel corso della loro “storia”.
L è la durata, in anni, delle civiltà evolute e sappiamo che questo valore non tende all’infinito: tutte le specie viventi prima o poi sono destinate all’estinzione. Anche in questo caso il valore da inserire è frutto di una mera supposizione. Ipotizziamo che l’uomo, presente da poche migliaia di anni, riesca a conservare il pianeta e a far fronte a qualsiasi minaccia. Supponiamo che faccia altrettanto qualsiasi civiltà tecnologicamente evoluta nell’universo. Credo di essere sufficientemente ottimista nel mettere in questo campo 100,000 anni.
Non ci resta altro da fare che completare la nostra equazione, quindi:
N = 7 x 0.4 x 0.1 x 1 x 0.001 x 1 x 100,000
Il risultato è disarmante: 28! Ventotto! Credo di essere stato già abbastanza ottimista, ma anche moltiplicando di 10 questo valore ci rendiamo conto di come le eventuali forme di vita intelligenti, tecnologicamente avanzate e in grado di comunicare con noi, siano effettivamente pochissime. Considerando che, come accennato precedentemente, la velocità della luce non può essere raggiunta e che queste 28 civiltà devono essere distribuite su una superficie circolare con diametro 100,000 anni luce, lascio a voi le conclusioni del caso; eventualmente potete sbatterle in faccia a chi sostiene che il nostro pianeta è pieno di extraterrestri che noi, poveri ottusi, non riusciamo a vedere.
See you the next time!
La bufala della donna
Trovo profondamente scorretto il propagarsi della leggenda metropolitana che puntualmente, ogni anno, viene riesumata per la festa della donna. Non ho voluto parlarne nel mio messaggio di auguri, ma vorrei farlo in questa sede.
“Si dice in giro” che nel 1908 a New York, nella fabbrica “Cotton”, le operaie scioperarono per via delle orribili condizioni di lavoro imposte dal datore di lavoro, tale Sig. Johnson. Il giorno 8 Marzo, per sopprimere la protesta, il Sig. Johnson chiuse le sue operaie all’interno della fabbrica e quindi appiccò il fuoco uccidendole praticamente tutte.
Da allora, l’8 Marzo, sarebbe ricordato come giorno dell’emancipazione femmilie. Per caso, c’era nei paraggi un campo di mimose e tale fiore venne scelto come simbolo.
La realtà dei fatti è diversissima. Intanto l’incendio non avvenne l’8 Marzo del 1908 ma il 25 Marzo del 1911, la fabbrica non era “Cotton” bensì Triangle e non perirono soltanto donne, ma molte famiglie. Tanto per “smontare” la bufala completamente, nei paraggi non c’era nessun campo di mimose. Ma ve lo immaginate in centro a New York? Andiamo con ordine.
Il giorno 8 Marzo 1917, a San Pietroburgo, le donne scesero in piazza per festeggiare la fine della Prima Guerra Mondiale. Gli altri stati, nel corso dei successivi decenni, spostarono la festa della donna (che già attuavano) il giorno 8 Marzo, probabilmente in funzione di questi fatti.
La mimosa, invece, è una storia del tutto italiana. Frugando sempre in Wikipedia, troviamo che venne adottata come “simbolo” per la festa della donna del 1946, da un’idea di 3 partigiane italiane (Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei).
Questa leggenda metropolitana viene anche oggi ripresa dai mass media e riportata come reale. Il fatto è innocuo ma preoccupante: se sono giunto alla reltà dei fatti io senza difficoltà, per quale motivo la stampa non verifica le notizie prima di riportarle? Se puntualmente abboccano a simili fesserie, come posso fidarmi di quello che dicono o scrivono?
See you the next time!



